1
Posted February 3, 2013 by slotmachinegratis in Approfondimenti
 
 

Dalle scommesse alle slots online: l’evoluzione del gioco online in Italia tra accelerazioni e frenate


Il 3 dicembre 2012 resterà una data determinante per quanto riguarda l’evoluzione dei giochi di sorte online legali in Italia: a partire da quella data infatti i casinò online, legalmente concessionari AAMS, hanno potuto aggiungere al proprio portafoglio di giochi anche le slot machines online ed i giochi con jackpot progressivo, portando così a compimento l’intero processo di liberalizzazione e regolamentazione del segmento dei giochi di sorte online. A far data quindi dal 3 dicembre 2012 possiamo ritenere, a ragione, conclusa l’epopea legislativa e regolamentativa del gioco online in Italia: oggi l’Italia è uno dei primi paesi (se eslcudiamo l’Inghiterra che però ha adottato fin dal 2007 con il Gambling Act un’atteggiamento completamente differente), che ha regolamentato senza “censure” ogni aspetto del gioco online.

Se questo è lo stato attuale delle cose, esservi giunti non è stato un procedimento semplice e sopratutto lineare; si è proceduto per balzi, con accelerazioni ed improvvise frenate, cercando di preservare da un lato la legalità e la regolamentazione del settore, e dall’altro cercando di adeguare la normativa alle nuove frontiere e sfide tecnologiche che internet e la società globalizzata portavano sempre nuove ad un sistema spesso ingessato e non in grado di adeguarsi o regolamentare prontamente i nuovi fenomeni. Se partitamo da lontano infatti, non possiamo che notare come i primi operatori di giochi online, sia casinò che bookmakers abbiano fatto la propria comparsa in rete più di quindici anni fa; si trattava in genere di operatori ancora presenti tutt’oggi, che insediati in paesi offshore e soprattutto operando in lingua inglese si proponevano ad una platea di utenti la più amplia geograficamente possibile. A quei tempi la normativa di quasi tutti i paesi occidentali non prevedeva alcun tipo di regolamentazione del settore che era ovviamente nuovo: gli operatori del gioco online quindi sono nati in uno scenario più che deregolamentato, potremmo dire “pre-regolamentato”. E’ stato solo negli anni successivi, soprattutto a causa del successo che questi operatori sempre più riscuotevano nei confronti delle diverse platee nazionali, che gli Stati hanno cominciato a prendere posizione nei confronti della complicata materia del gioco online: materia complicata, in quanto essendo “materia di internet”, difficilmente riusciva a farsi rientrare nei concetti tradizionali di territorialità e giurisdizione che sono alla base delle legislazioni moderne.

I primi paesi che hanno preso posizione nei confronti del gioco online sono stati, seppur in modo diametralmente opposto Stati Uniti e Gran Bretagna; mentre negli USA nel 2006 veniva promulgata la legge denominata UIGEA, che vietava qualsiasi tipo di attività di gioco d’azzardo verso e dal territorio americano, in Gran Bretagna nel 2007 veniva promulgato il Gambling Act, che andava sostanzialmente in sendo opposto, riconoscendo la massima libertà al cittadino britannico, e la possibilità di promuoversi all’interno del panorama nazionale a tutti gli operatori, sia appartenenti alla UE che extra-comunitaria, purchè questi ultimi stanziate in una serie di giurisdizioni analizzate da una speciale “Gambling Commission” e denominate “whitelisted”.

In Italia, per tornare alle cose di casa nostra, il primo settore ad essere regolamentato è stato quello delle scommesse sportive online: prima riconoscendo agli operatori già presenti sul territorio nazionale la possibilità di accettare scommmesse a distanza con differenti modalità, tra cui anche quella telematica; poi ampliando la base degli operatori e concedendo concessioni anche a bookmakers di origine “straniera” che avessero voluto entrare legalmente nel nostro mercato. Sono i tempi in cui arrivarono in Italia operatori come Bwin ed Eurobet, per fare due nomi particolarmente riconoscibili per i nostri lettori.

Contestualmente però nel panorama di Internet esistevano altri fenomeni, che in Italia erano considerati “vietati” come il poker online ed i casinò online, che hanno portato diverse volte il nostro Stato in giudizio davanti alla Corte di Giustizia Europea, per limitazione della concorrenza, soprattutto nei confronti di operatori stanziati in altri paesi membri. Così come abbiamo detto che il procedimento evolutivo italiano è stato altalenante, così dobbiamo però dire, con onestà, che mai le decisioni della Corte sono state dirimenti nei confronti di questo specifico settore; sembrava anzi che soprattutto dopo l’emanazione del Gambling Act britannico, che aveva portato moltissimi operatori di oltreoceano a trasferirsi in Paesi Europei che lo consentivano come Malta, lo scontro non fosse solo tra operatori e stati “protezionisti”, ma tra gli stati membri stessi, tra quelli che traevano vantaggi fiscali dall’ospitare i colossi del gambling online, e quelli che difendevano con i denti le proprie legislazioni nazionali. E’ in questo contesto che per arginare il fenomeno del gioco “illegale” o non regolamentato l’AAMS ha provveduto a dare attuazione ad apposita legge delle Stato introducendo gli “oscuramenti”, che sostanzialmente cercavano di impedire l’accesso degli italiani ai siti di giochi online sprovvisti di autorizzazione.

Ben presto però ci si è resi conto, che oscurare un fenomeno presente in Internet ormai da anni, era come voler a tutti i costi utilizzare una sveglia analogica nell’era digitale (per parafrasare una famosa frase di un film di Bruce Willis); e lentamente lo Stato Italiano ha optato per aprire il mercato agli operatori stranieri che acquisissero regolare concessione in Italia, e che si sottoponessero al regolare controllo dell’AAMS. Il primo settore ad essere “liberalizzato” (nei termini che qui abbiamo indicato) è stato quello del poker sportivo online, che ha visto (per completare l’offerta) anche l’affiancamento di una serie di giochi “marginali” in altri mercati, che da noi sono stati denominati giochi di abilità online o skill games, e che condividevano il medesimo concetto del poker sportivo, ovvero lo svolgersi in modalità di torneo con il solo fee di ingresso.

Il risultato del poker sportivo, è stato decisamente un successo: il poker online a partira dal 2009 è diventato una vera e propria passione nazionale, con addirittura canali tematici e trasmissioni dedicate che sono diventate un “cult” per una generazione di appassionati. L’ingresso dei nuovi operatori a nostro avviso è stato decisamente più efficace di qualsivoglia oscuramento: ovviamente gli italiani potendo scegliere tra un’operatore concessionario ed uno estero, non hanno avuto alcuna difficoltà nello scegliere tra i primi, portando ad una sostanziale scomparsa del fenomo del gioco illegale almeno nei confronti del poker online.

I risultati conseguiti grazie alle liberalizzazioni dei poker sono stati sicuramente presi in considerazione ai fini dell’apertura complessiva del mercato a cui siamo giunti poi solo successivamente; il fenomeno dei giochi da casinò online poteva essere regolamentato solo attraverso il medesimo modello già applicato per il poker. Così nel corso del 2010 e 2011 sono state attribuite le concessioni ad una pluralità di operatori, alcuni già presenti ed altri che invece sono giunti dall’estero o da altri paesi in cui già operavano, ed a partire dal 18 luglio 2011 sono stati lanciati anche in Italia i primi casinò online legali con concessione AAMS. Da allora il panorama degli operatori autorizzati si è decisamente ampliato, ed oggi il mercato italiano è tra i più vasti ed i più competitivi dell’intero panorama mondiale.

L’unica pecca nella prima tornata di apertura del 18 luglio 2011 era l’assenza delle slot machines online e dei giochi con jackpot progressivo; i motivi per cui il completamento dell’offerta è slittato fino al 3 dicembre 2012 non ci è dato di consocere (ma presumibilmente è dipeso sia da problemi tecnici di adeguamento dei server aams alle comunicazioni dei nuovi operatori, sia a motivi “corporativi” vista la palese contrarietà all’apertura del mercato dei noleggiatori di videoslot da bar), e così per più di un anno l’offerta dei casinò legali italiani è stata “monca”, ed ha consentito agli operatori “esteri” dei cosiddetti “dot com” di continuare ad esercitare un discreto appeal sull’utenza nazionale, potendo contare su un’offerta di giochi decisamente più amplia e più varia degli operatori concessionari italiani.

A partire dal 3 dicembre 2012 però finalmente sono state autorizzate anche le slot machines online ed i giochi a jackpot progressivo: a partire da questa data il processo di liberalizzazione può dirsi compiuto, e l’Italia può vantare una delle prime legislazioni in materia di giochi di sorte online assolutamente completa ed all’avanguardia; basti pensare che anche altri paesi europei hanno intrapreso la stessa strada italiana, come la Danimarca, il Belgio e la Spagna. Siamo sicuri che nel giro di pochissimi mesi, non appena anche l’offerta di slot machines online  sarà stata ampliata, il fenomeno dei cosiddetti “dot com” e del gioco illegale online arriverà ad un naturale “esautoramento” così come è stato per il poker online.


slot machine gratis

slotmachinegratis